Valle del Comino, incontro sul requisito associativo

Il percorso di costruzione del sistema intercomunale è risultato lento e faticoso, dalla riforma regionale sulle comunità montane un’opportunità di rilancio

 
 
Un’area complessa, composta da 17 comuni, articolata in due bacini, confinante con tre regioni (Abruzzo, Campania, Molise), con una composita situazione associativa che, faticosamente, sta cercando di dare corpo al sistema intercomunale alla base della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI). Questo lo scatto della Valle del Comino, area interna laziale che si è confrontata con gli esperti del Formez PA per analizzare l’evoluzione del requisito associativo e il modello di governance che i comuni coinvolti hanno disegnato per l’attuazione degli interventi SNAI.
 
Si tratta del 26esimo incontro organizzato nell’ambito del progetto “La Strategia nazionale per le aree interne e i nuovi assetti istituzionali” sul monitoraggio delle gestioni associate previste per l’ammissibilità alla SNAI come base di partenza per la costruzione di aggregazioni comunali permanenti in grado di ottimizzare risorse e competenze a favore dei cittadini del territorio. L’attività è finalizzata a supportare le aree nel superamento di eventuali ostacoli, ma anche a individuare buone pratiche associative da traghettare nelle aree della prossima stagione SNAI.
 
Il sindaco di Atina, capofila dell’area, Adolfo Valente, ha parlato di un cammino faticoso, complicato dalla pandemia e dalla imminente riforma regionale per la trasformazione delle Comunità Montane in Unioni di Comuni.  Presente all’incontro, per la Regione Lazio, Luca Colosimo che ha illustrato la riforma e la prospettiva, per l’area, di ricomporre i comuni in una o due Unioni.
 
Se dal punto di vista formale l’obbligo associativo previsto per l’ammissibilità alla SNAI è stato adempiuto, molto resta da fare sul fronte della governance.
 
Tutti i comuni hanno deliberato per associare la funzione di protezione civile e il catasto. Nel primo caso era già attivo, in tutti i 17 comuni del comprensorio, il COI (Centro operativo intercomunale) risultato fondamentale nelle emergenze come alluvioni e incendi degli ultimi anni.
 
Il catasto, secondo il sindaco, sarebbe superata come funzione da associare in quanto già attivo il sistema dell’Agenzia delle Entrate SisTer, che consente la consultazione della banca dati catastale unitaria nazionale e dei servizi di visura, certificazione e riscossioni erariale per i servizi catastali.
 
La prospettiva è quella di non fare duplicazioni,  come ha sottolineato Felice Evangelista responsabile ufficio tecnico del comune di Atina, ma creare un servizio efficace e utile per il cittadino che non si sovrapponga ai servizi già esistenti.
 
“Occorre da una parte un processo di semplificazione, dall’altra di scelta associativa su cui costruire un patto fra sindaci e la riforma regionale, da questo punto di vista, può essere un’opportunità” ha detto Giovanni Xilo del Formez, indicando anche la possibilità, per il catasto, di creare un sistema informativo territoriale unico, una piattaforma per rispondere ad altri e diversi fabbisogni del territorio.
 
Il modello organizzativo messo in campo per l’attuazione degli interventi prevede, come organo di indirizzo, una conferenza politica di cinque sindaci la cui attività è stata rallentata anche dalle elezioni amministrative dello scorso anno nei comuni di Alvito e Vicalvi.
 
Per quanto riguarda l’assistenza tecnica, sono stati incaricati tre professionisti esterni con funzione di coordinamento, monitoraggio e controllo dei progetti per segnalare la correttezza delle procedure e rispetto dei cronoprogrammi che dovranno riunirsi periodicamente.
 
Chiudendo l’incontro, il suggerimento per costruire un sistema intercomunale veramente efficiente, in grado di dare un valore aggiunto a ciascun comune, è stato quello di   avviare un reset generale, anche con l’eventuale supporto del Formez, e cogliere l’occasione della riforma della Regione Lazio per interrogarsi sulla volontà di sindaci e cittadini di costruire un’aggregazione capace di lavorare e programmare insieme. Anche oltre il perimetro della SNAI.