Unioni di comuni, l’obbligo slitta a fine 2017

Il decreto Milleproroghe posticipa al 31 dicembre dell’anno in corso l’obbligo per i piccoli centri di gestire in forma associata le funzioni fondamentali

I piccoli comuni obbligati alla gestione associata delle funzioni fondamentali avranno ancora un anno per mettersi in regola. Slitta, infatti, al 31 dicembre 2017 l’obbligo da parte dei centri sotto i 5mila abitanti di unirsi e integrare la gestione dei servizi comunali. Lo stabilisce il decreto cosiddetto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso dicembre, al comma 6 dell’articolo 5. Il vincolo riguarda anche i comuni appartenenti o appartenuti a comunità montane con popolazione al di sotto delle 3mila persone. Le fusioni comunali sono state oggetto di numerosi interventi legislativi a partire dal DL n. 787/2010 fino alla Legge 567/2014. Le funzioni dovranno essere esercitate in forma associata attraverso convenzioni o unioni per finalità di semplificazione, razionalizzazione del sistema territoriale locale  e riduzione della spesa pubblica . Esse sono:
·         organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo;
·          organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico comunale;
·          catasto, ad eccezione delle funzioni mantenute allo Stato dalla normativa vigente;
·         la pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale nonché la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovracomunale;
·         attività, in ambito comunale, di pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;
·         organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi;
·         progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione;
·         edilizia scolastica per la parte non attribuita alla competenza delle province, organizzazione e gestione dei servizi scolastici;
·         polizia municipale e polizia amministrativa locale.
Per altre due funzioni ritenute fondamentali “tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e compiti in materia di servizi anagrafici nonché nell’esercizio delle funzioni di competenza statale” e“servizi in materia statistica”, la normativa non prescrive l’obbligatorietà.
Quello delle gestioni associate intercomunali è un tema centrale nelle politiche di razionalizzazione della spesa pubblica e rappresenta anche un pilastro della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI).
I comuni appartenenti alle aree-progetto individuate per la sperimentazione della Strategia devono infatti possedere come prerequisito l’organizzazione integrata dei servizi sul territorio. Il prerequisito non risulta soddisfatto in casi di aggregazioni temporanee costruite ad hoc per specifici progetti di sviluppo, ma solo in caso di associazioni stabili di almeno 2 funzioni fondamentali, tranne quelle relative ai settori rifiuti e servizi sociali. Al 31 dicembre 2016 le fusioni di comuni nelle aree interne individuate dalla SNAI sono state 4: nell’area lombarda Valchiavenna il Comune di Menarola è stato incorporato in quello di Gordona, in provincia di Sondrio; nel Casentino, dalla fusione di due municipi è nato il Comune di Pratovecchio Stia in provincia di Arezzo; nell’area interna Garfagnana, dai comuni di Fabbriche di Valico e Vergemoli è nato Fabbriche di Vergemoli in provincia di Lucca; sempre in Garfagnana e in provincia di Lucca, si è formato il comune di Sillano Giuncugnano a partire dalla fusione di quelli di Sillano e Giuncugnano .