Unioni comunali “giovani”, il tetto di spesa per il personale è pari alla media del triennio 2011-2013

Lo hanno stabilito i giudici contabili lombardi consultati dai comuni di Pegognana e Motteggiana che nel 2016 costituito l’Unione “Terre di Zara e Po”

Quale è il limite massimo alla spesa relativa al personale di un’Unione di comuni, nel caso non rientri nei parametri indicati dall'articolo 1, comma 562 della legge 296/2006 che regola la questione? Il quesito è stato rivolto, in maniera congiunta, dai sindaci dei comuni mantovani di Pegognana e Motteggiana, che hanno costituito l’Unione “Terre di Zara e Po”, alla Corte dei Conti della Lombardia. Secondo la legge 296 per un’Unione, ente non soggetto al patto di stabilità, il valore massimo dei costi per il personale coincide con la spesa sostenuta nel 2008. Ma non per i due municipi del mantovano che si sono uniti nel 2016 e soltanto a partire dal 1° gennaio 2018, in forza di una convenzione sottoscritta il 27 dicembre 2017, sono stati trasferiti all’Unione tutte le funzioni e tutto il personale dipendente. Da tener inoltre presente che si tratta di un’Unione cosiddetta “mista” in quanto solo Motteggiana, con 2.597 abitanti è soggetto all’associazione obbligatoria che invece non riguarda Pegognana che con 7.046 unità supera il limite dei 5mila abitanti previsto dalla legge (n.122/200 e successive integrazioni).
 
La Corte dei Conti, con la deliberazione 123/2019, ha stabilito per l’Unione in questione costituitasi recentemente, che in assenza del parametro rappresentato dalla spesa del 2008, il limite dei costi per il personale è quello derivante dalla somma della media relativa alla spesa sostenuta dai singoli comuni nel triennio 2011-2013, in quanto nel 2015 erano entrambi soggetti al “patto di stabilità”.
 
I due primi cittadini avevano anche un’altra questione da dirimere, ossia le modalità di riduzione a regime delle spese. I giudici lombardi hanno chiarito che in sede di prima applicazione la spesa non potrà superare quella sostenuta in precedenza dai comuni e negli anni successivi si dovrà procedere alla sua riduzione progressiva così come richiamato dal comma 5 dell’art. 32 del TU sugli enti locali.