Union for the Mediterranean Regional Employability Review 2011: l’ultimo report ETF dà voce ai giovani disoccupati

In data 14 febbraio, l'ETF - European Training Foundation ha presentato la pubblicazione “Union for the Mediterranean Regional Employability Review 2011” diretta a 14 paesi. Il report tratta il tema dell’impiego giovanile, concentrandosi principalmente sulle categorie più vulnerabili nei paesi arabi, ossia i cosiddetti "disoccupati istruiti", le donne e i giovani lavoratori non dichiarati.

La ragione per la pubblicazione del rapporto va ricercata nel fatto che diversi gruppi vulnerabili non sono in grado di dare visibilità al proprio caso per i troppi impegni di lavoro o perché, come molte ragazze, non possono prendere decisioni sulla propria vita: lo ha affermato Ummuhan Bardak, curatore esperto del mercato del lavoro presso l'ETF - European Training Foundation, nonché esperto del mercato del lavoro presso l’ETF ed editor del nuovo rapporto.

La pubblicazione offre una panoramica delle principali questioni politiche e sociali della regione e descrive la performance dei sistemi di istruzione e di formazione nei diversi paesi, nonché la situazione del mercato del lavoro, andando a coprire quattordici paesi, di cui nove paesi  della sponda sud est del Mediterraneo e cinque paesi dell’allargamento UE.

Inoltre, il rapporto evidenzia la realtà spesso non documentata dei giovani che effettivamente hanno un posto di lavoro e di coloro, soprattutto le donne, che non possono neanche prendere in considerazione l’idea di averne uno. Secondo Bardak, queste due categorie di giovani sono molto diffuse nei paesi arabi, anche se in maniera meno visibile rispetto ai cosiddetti disoccupati istruiti. Questi ultimi generalmente rappresentano un gruppo più forte e più deciso nelle proprie richieste, poiché detengono una migliore posizione socio-economica, sanno come sollevare questioni nell’agenda politica e come organizzarsi.

Oltre ai “disoccupati laureati”, il rapporto identifica due gruppi vulnerabili. La prima categoria include coloro che conducono lavori sottopagati nel settore informale senza possibilità di formazione o di avanzamento (si tratta solitamente di giovani che non possono permettersi di restare disoccupati). Bardak stima che questi ammontino a circa 20 milioni. La seconda categoria consiste di giovani che sono fuori dal mercato del lavoro e che non appartengono alla categoria dei disoccupati poiché non sono in cerca di occupazione. Alcuni sono persone che vivono ai margini o che ottengono un rendimento inferiore rispetto alle loro effettive capacità, altre sono donne costrette a restare a casa per varie ragioni. Un terzo della popolazione giovane, pari a 80 milioni, si trova in questa situazione.

Il rapporto fornisce alcune raccomandazioni chiave, ossia il bisogno di ampliare e diversificare l’istruzione secondaria superiore. In molti paesi della sponda sud del Mediterraneo appena metà degli studenti continuano ad andare a scuola dopo l’età di 15 anni. La diversificazione deve maggiormente includere istruzione e formazione professionale pertinente, nonché miglioramenti nella qualità dell’insegnamento.

Un’altra raccomandazione riguarda l’importanza di rafforzare i servizi di pubblico impiego, ossia la necessità di avere a disposizione più consulenti del lavoro che si occupino personalmente dei giovani disoccupati, offrendo loro un orientamento per la carriera con approcci mirati per le donne, dato che le questioni più problematiche riguardo l’impiego giovanile nella regione sembrano essere correlate più al genere che all’età.

Una terza raccomandazione sottolinea l’importanza di promuovere ulteriormente l’imprenditoria. Tra la popolazione in età lavorativa circa il 15% è costituito da lavoratori autonomi o proprietari di un’impresa, rispetto al 6% dell’Unione europea. Esiste la reale necessità di offrire maggiori possibilità di apprendimento in tema di imprenditoria e maggiore supporto sistematico a società in fase di avvio e a PMI.