Gli uffici comunali attori della SNAI

Al seminario interattivo di Cagli e Fonte Avellana è andato in scena il primo confronto tra vertici e amministratori dei comuni dell’area pilota marchigiana per dare concretezza alle gestioni associate

Vertici e amministratori dei 9 comuni dell’area pilota marchigiana sono stati i protagonisti di Coworking SNAI: laboratorio interattivo per la cooperazione interistituzionale nell'Area Interna Basso Pesarese – Anconetano. L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato nazionale aree interne e FormezPA con la collaborazione dell’Unione Montana Catria e Nerone per favorire la collaborazione tra strutture comunali finalizzata alla gestione associata di funzioni e servizi, prerequisito essenziale ai fini dell’ammissibilità alla Strategia nazionale aree interne (SNAI). L'evento si è svolto il 19 e 20 aprile in due dei 9 comuni dell’area, a Cagli, presso l’ottocentesco teatro, e a Serra Sant’Abbondio nel Monastero di Fonte Avellana nell’ambito del progetto del Dipartimento della Funzione Pubblica “La Strategia nazionale per le aree interne e i nuovi assetti istituzionale” di cui il Formez PA è l’ente attuatore. Per la prima volta il personale dei comuni coinvolti si sono ritrovati faccia a faccia per discutere delle ripercussioni sulle modalità operative derivanti dalle gestioni in forma associata di funzioni e servizi e per trovare insieme possibili soluzioni. L’area marchigiana è la prima ad aver sottoscritto l’Accordo di Programma Quadro (APQ), che segna l’avvio degli interventi sul territorio, tra le 72 che partecipano alla Strategia nazionale aree interne. Ne fanno parte 9 comuni in cui abitano poco più di 33mila persone, con una flessione che in 6 anni ha segnato un meno 1.734. Una densità di 39, 16 abitanti su un territorio di circa 850 kmq dotato di un ricco patrimonio ambientale e culturale da cui trae spunto la strategia d’area “Asili d’Appennino, dimore della creatività nelle Alte Marche”. Sul palco del teatro di Cagli è stata illustrata la SNAI come strategia per contrastare lo spopolamento delle aree marginali e le scelte effettuate dall’area marchigiana sintetizzate del documento di intenti “Asili d’Appennino, dimore della creatività nelle Alte Marche”.
Come ha ricordato in apertura Francesco Passetti, sindaco di Frontone e presidente dell’Unione Montana Catria e Nerone che è anche ente capofila dell’area, l’accoglienza dei partecipanti all’iniziativa sul palco anziché in platea ha indicato simbolicamente il passaggio di testimone dai sindaci, che hanno contribuito a elaborare la Strategia, ai dipendenti comunali che devono attuarla diventandone i veri protagonisti.
Sabrina Lucatelli, coordinatrice del Comitato nazionale, ha snocciolato indicatori e numeri per illustrare lo stato di avanzamento della SNAI. Cifre di cui, ha sottolineato, i sindaci dovrebbero appropriarsi per condividerle con le proprie comunità.
Confessando il proprio coinvolgimento emotivo è intervenuto, fra gli altri, Sandro Pascucci, coordinatore del laboratorio di Ideazione "Asili dell'Appennino". “Questa giornata –  ha affermato  – è come una messa in prova di noi stessi. Una delle prove che ci aspettano è proprio il confronto tra le 9 comunità dell’area che può creare anche sconcerto”.
L’ingegnere Attanasio Mogetta, in rappresentanza della Regione Marche, ha evidenziato come il doppio finanziamento degli interventi SNAI, risorse nazionali e comunitarie, possa determinare rallentamenti anche in progettazioni in fase molto avanzata. Una complessità intrinseca alla strategia che crea difficoltà di realizzazione non sempre comprese a livello regionale.
Giovanni Xilo, del Formez PA, ha infine posto l’accento sulla centralità delle tecnostrutture comunali ai fini dell’operatività della Strategia.
Alla fine della prima giornata, Alessandro Pirani, altro esperto Formez, ha lanciato il tema del giorno successivo “dando i compiti” al personale dei comuni con la raccomandazione di analizzare alcune schede sulle azioni previste dalla Strategia dell’area marchigiana. Una vera e propria chiamata all’azione che ha avuto come parola d’ordine “collaborazione” e come domanda guida “cosa fareste per la realizzazione della Strategia? . Un invito che ha avuto risposte puntuali nello scriptorium del Monastero di Fonte Avellana che ha ospitato il nucleo centrale dell’iniziativa ovvero il primo confronto su questioni pratiche quali procedure, pratiche amministrative, diversità di sistemi informatici. Sulla base delle esigenze e problematiche emerse in una prima sessione plenaria sono stati organizzati tre tavoli per dibattere su altrettanti temi – informatizzazione, pratiche amministrative, istruzione - scelti dai partecipanti in relazione alla realizzazione delle azioni indicate nella Strategia d’area. Nei singoli gruppi di lavoro, attraverso tecniche di autoformazione e autoapprendimento favorite dal team Formez, sono emerse ipotesi e proposte operative da applicare a tutti i municipi dell’Appennino Basso pesarese Anconetano. Ma è anche stato compreso come il cambiamento delle modalità operative si traduca nella crescita delle competenze professionali di ciascuno. Il seminario di Cagli e Fonte Avellano ha fatto da apripista: ha abbozzato un modello per calare sui territori i sistemi associativi individuati nella strategia d’area, da replicare e adattare ai diversi contesti.