Riunione del Comitato tecnico SNAI, Provenzano: "La pandemia non ha fermato la Strategia"

Per il neocoordinatore del CTAI, Francesco Monaco,i dati parlano di un'accelerazione dei processi e rivolge un ringraziamento speciale ai sindaci e ai territori che si sono impegnati per chiudere le loro strategie

 
 
 “La pandemia, causa di uno dei periodi più duri della nostra Storia, non ha fermato l’avanzamento della Strategia nazionale per le aree interne. Anzi, ha radicato ancor di più in noi la convinzione di dover proseguire il lavoro avviato, potenziandola e trasformandola in politica strutturale”. Con queste parole il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano ha aperto la riunione del Comitato tecnico aree interne (CTAI), cui hanno preso parte le amministrazioni centrali e territoriali impegnate nella Strategia. All’incontro hanno partecipato il nuovo coordinatore CTAI Francesco Monaco, il Direttore generale dell’Agenzia per la Coesione territoriale (ACT) Massimo Sabatini, oltre a rappresentanti del Dipartimento per la Coesione (DPCOE), dei Ministeri interessati, del NUVAP, Formez, Invitalia, oltre ad alcune delle Regioni coinvolte.
 
Francesco Monaco, ringraziando i presenti “per il lavoro fin qui svolto”, con un riferimento particolare “ai sindaci e ai territori che si sono impegnati per chiudere e definire le loro Strategie”, ha sottolineato la necessità di imprimere un’accelerazione delle procedure, anche in vista della scadenza fissata dalla Delibera Cipe che prevede la chiusura di tutti gli Accordi di Programma Quadro (APQ) entro dicembre 2020. Per l’attuazione ci sarà comunque tempo fino a dicembre 2023, termine di scadenza della certificazione 2021-2027.
 
“Dall’esame delle relazioni presentate in Comitato da DPCOE e ACT, che ringrazio – ha spiegato il Coordinatore CTAI Monaco -  si coglie l’impulso all’accelerazione impresso dal Ministro Provenzano alla SNAI, con l’obiettivo di trasformare la sperimentazione in vera “politica strutturale” del Paese, anche in vista del futuro Recovery Plan che dovrà essere consegnato all’UE nell’autunno prossimo. L’intenso lavoro di confronto svolto in queste settimane con le 18 aree ancora in fase definizione delle strategie, ha fatto emergere infatti che in molte di queste il processo strategico è a buon punto. I Sindaci sono  pronti a chiudere la discussione sulle opzioni strategiche; il partenariato economico-sociale e la cittadinanza hanno fatto le loro proposte e si sono pronunciati sulle schede intervento (molte delle quali dotate delle caratteristiche di fattibilità utili all’inserimento in APQ); le regioni hanno assicurato la quota di co-finanziamento, in alcuni casi ritenute a rischio per effetto della recente riprogrammazione dei programmi UE; le amministrazioni centrali si sono pronunciate sulle proposte del territorio, integrandole dove necessario. La prospettiva è che almeno 14 di queste aree -il cui percorso strategico è solido perché iniziato da qualche anno- possano “arrivare” a strategia fra fine luglio e inizio settembre. Sulle ultime quattro, quelle più critiche, concentreremo l’attenzione da subito per dare a tutti i territori della sperimentazione l’opportunità di concludere le attività. Come concentreremo l’attenzione sull’attuazione degli accordi, anche attraverso azioni mirate di supporto, perché se i risultati già conseguiti da SNAI sono certamente sottorappresentati (un esempio sono i quattro interventi già realizzati illustrati da ACT) il tema della certificazione delle spese è reale, e dobbiamo fare il possibile per aiutare nelle attività di monitoraggio e rendicontazione degli investimenti realizzati chi ha già messo a terra progetti, anche in questo periodo funestato da Covid19”
 
Durante l’incontro è stato fatto il punto sullo stato di attuazione della Strategia: su 72 aree selezionate, 54 vedono le rispettive strategie approvate dal Comitato, 38 gli Accordi di Programma Quadro sottoscritti, per un totale di 668 milioni di euro. Illustrato dal Dg dell’Agenzia per la Coesione, il riparto settoriale degli accordi sottoscritti o in sottoscrizione risulta il seguente: il 5% dedicato ad investimenti per la sicurezza del territorio, il 7% all’efficientamento energetico, il 9% ai sistemi produttivi territoriali, il 2% all’inclusione sociale, il 2% all’assistenza tecnica, il 9% ai servizi digitali, l’11% all’istruzione, il 10% ai servizi sanitari e socio educativi, il 16% al trasporto, il 4% alla valorizzazione delle produzioni tipiche locali, il 5% alle imprese. Attenzione anche sulle fonti di finanziamento per quanto riguarda le aree che hanno chiuso la Strategia: 202 milioni di euro dalle leggi di Bilancio; 623 milioni di euro dai Programmi regionali FESR, FSE, FEASR e FEAMP. 122 milioni da altre risorse pubbliche e private.
 
Una parte della riunione è stata dedicata alle “storie” della Strategia, ovvero quei progetti già attuativi che possono dare il polso di quel che SNAI può produrre in termini di miglioramento della qualità della vita dei cittadini: dall’esperienza dell’Alta Irpinia sul fronte sanitario, tra teleradiologia e creazione di un’unità speciale per i pazienti in Stato Vegetativo, all’Appennino Emiliano e la messa a punto di un servizio di mobilità all’avanguardia in termini di organizzazione. O ancora: l’esperienza dei laboratori e didattica a distanza del Basso Sangro Trigno o del Beigua Sol, quest’ultima avviata prima dell’emergenza pandemica e destinata - oltre che ai ragazzi - anche agli adulti.
 
“Affrontare questi temi in una giornata storica come quella di oggi – ha concluso il Ministro Provenzano -  assume un significato ancor più forte: il grande risultato portato a casa dal Governo, al termine del difficile negoziato sul Recovery Fund, dimostra infatti che va affermandosi un nuovo modo di concepire la politica, un nuovo mondo che vede al suo centro la solidarietà e la coesione territoriale. Del resto, le ingenti risorse stanziate in Legge di Bilancio e nell’ambito del Decreto Rilancio - in particolare queste ultime destinate al sostegno delle attività economiche nelle aree interne - già ben raccontano l’approccio di questo Governo rispetto a contrasto ai divari territoriali. Battaglia i cui risultati anche la stessa Ue ci riconosce”.
 
“La strada è ancora lunga – ha aggiunto il Ministro - ma la SNAI e questo nostro incontro di oggi confermano ancora una volta che quella che stiamo portando avanti non è solo una battaglia di resistenza, bensì lo specchio di un grande patrimonio di “saper fare” e di comunità, quello delle aree interne, da valorizzare e rilanciare spezzando l’isolamento e, come previsto anche nel Piano Sud, rafforzando i servizi e appianando il divario digitale, con un’attenzione particolare alla dimensione economica e produttiva. Priorità queste, rese ancor più evidenti dall’emergenza pandemica”.