Il rilancio del turismo passa per le aree interne

Insieme a digitalizzazione e sostenibilità, per il Tci rappresentano la leva per la ripresa del comparto più colpito dalla pandemia

 
 
Fare leva sulle aree interne per ridare ossigeno al comparto turistico pesantemente danneggiato dalla pandemia Covid-19.  Questo uno degli strumenti principali per la strategia di rilancio di uno dei settori più colpiti dall’emergenza in corso secondo il presidente del Touring club italiano (Tci), Franco Iseppi, insieme alla digitalizzazione dell’offerta per renderla più attrattiva e conosciuta all’estero e a un approccio sempre più sostenibile e responsabile.
 
Una ricerca del centro studi Tci ha evidenziato che con il perdurare della crisi pandemica si possa arrivare per fine anno a una riduzione vicina al 70% con una perdita di oltre 40 milioni di viaggiatori e di 30 miliardi di euro per la spesa turistica nel 2020. Il turismo rappresenta un settore cruciale per la ripresa del nostro Paese. Negli ultimi anni è aumentato l’interesse per una fruizione esperienziale dei luoghi, alternativa a quella di massa, che l’emergenza sanitaria ha contribuito a rinnovare. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo (MIBACT)  fra i 10 progetti per supportare il comparto da inserire nel Piano nazionale di ripresa e resilienza a valere sulle risorse del Recovery fund  -  lo strumento finanziario promosso dalla Commissione Ue per soccorrere gli Stati membri colpiti dalla crisi  - ha inserito un piano nazionale per il recupero dei borghi, la riqualificazione dei centri storici e del patrimonio edilizio rurale per intercettare la domanda di turismo sostenibile con un coinvolgimento delle aree periferiche italiane.