Il referendum in Turchia dimostra l'impegno della popolazione verso le riforme

Il referendum dimostra l’impegno continuato dei cittadini turchi verso le riforme, nella prospettiva di rafforzare i propri diritti e le proprie libertà fondamentali.

In base a quanto affermato dal Commissario per l’Allargamento e la Politica di Vicinato, Štefan Füle, la Commissione europea accoglie con benevolenza l’approvazione, da parte della popolazione turca, delle riforme costituzionali avvenuta in occasione del referendum che ha avuto luogo il 12 settembre.

Tali riforme rappresentano un passo verso la giusta direzione, poiché si incentrano su quelle priorità a cui la Turchia ha rivolto i propri sforzi, al fine di ottenere la totale conformità con i criteri per l’accesso all'Unione: il loro impatto concreto dipenderà dalla loro effettiva implementazione.

L’Unione europea condivide la visione di molti in Turchia per cui al voto del 12 settembre debbano seguire altre riforme per adempiere alle rimanenti priorità nell’ambito dei diritti fondamentali, come la libertà di espressione e la libertà di religione.

A questo riguardo l’Unione europea condivide l’idea di coloro che appartengono a quello spettro politico della Turchia, convinto che una nuova Costituzione civile offrirebbe una base solida per lo sviluppo sostenuto della democrazia in Turchia, in linea con gli standard europei e con i criteri di accesso all’Unione.

Infine la Commissione enfatizza il fatto che ogni cambiamento costituzionale futuro dovrebbe essere predisposto attraverso la più ampia consultazione possibile, con il coinvolgimento di tutti i partiti politici e della società civile in maniera tempestiva e con spirito di dialogo e compromesso.