Nuove misure per semplificare la gestione dei fondi europei e aiutare le regioni ad affrontare la crisi

Il 24 giugno 2010 l'Unione europea ha adottato nuove misure per semplificare le regole di gestione dei fondi strutturali e di coesione. I cambiamenti dovrebbero facilitare l'accesso ai fondi di investimento e accelerare i flussi di investimento in un momento in cui i bilanci pubblici sono sotto pressione.

Come parte integrante delle misure adottate per contrastare la crisi economica, verranno effettuati dei pagamenti anticipati a favore di alcuni paesi membri per affrontare problemi immediati di flusso di capitali, e questo avverrà per mezzo di tre fondi europei, ossia il Fondo europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale europeo (FSE) e il Fondo di Coesione.

Le nuove misure chiave comprendono:

  • Introdurre un tetto singolo di 50 milioni di euro a tutti i livelli e per tutti i tipi di progetti principali che richiedono l’approvazione della Commissione: la nuova soglia uniformata consentirà ai progetti ambientali di scala minore di essere approvati soltanto dagli Stati membri, velocizzandone l’avvio 
  • Consentire che i progetti maggiori vengano finanziati da più di un programma contemporaneamente
  • Inserire procedure semplificate per la revisione di programmi da adattare più velocemente alle sfide attuali
  • Valorizzare l’uso dell’ingegneria finanziaria con l’inserimento di piani di prestito per incentivare la spesa nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili per le abitazioni
  • Sollevare dall’obbligo di mantenimento degli investimenti
  • Semplificare le regole in materia di progetti “che producono introiti”: al fine di ridurre gli oneri amministrativi sugli Stati membri, gli introiti  verranno unicamente monitorati fino alla chiusura del relativo programma 
  • Effettuare avanzamenti aggiuntivi per 775 milioni di euro per quegli Stati membri che hanno ricevuto un prestito nell’ambito del bilancio dei pagamenti dell’FMI o che hanno assistito a una diminuzione del PIL di oltre il 10% (con particolare riferimento a Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria e Romania)
  • Prorogare le regole di 'disimpegno N+2': nell’ambito di N+2, se il finanziamento stanziato nel 2007 è stato speso entro la fine del 2009, verrebbe automaticamente restituito al bilancio dell’Unione europea. I cambiamenti consentiranno che gli impegni per il 2007 vengano spesi nel corso di un periodo più lungo, evitando una perdita di circa 200 milioni di euro

Queste modifiche, entrate in vigore il 25 giugno 2010,  vanno a completare le numerosissime iniziative che sono state prese dagli albori della crisi nell’ambito del piano europeo di ripresa economica.