Monti reatini, incontro sul requisito associativo

Avviate le gestioni associate con ritardi legati anche alla pandemia. Entro gennaio arriveranno le anticipazioni che daranno il via all’attuazione degli interventi

 
“Credo che quando entreremo concretamente nell’attuazione si rafforzerà ulteriormente anche il processo complessivo di associazionismo”.  Lo ha detto Gaetano Micaloni sindaco del comune di Petrella Salto, capofila dell’area interna Monti reatini. L’area laziale è stata protagonista del 20esimo incontro per verificare l’operatività del requisito associativo richiesto per partecipare alla Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) e analizzare il modello di governo adottato dai comuni coinvolti per l’attuazione degli interventi finanziati.
 
L’iniziativa rientra nelle attività del progetto del DFP attuato dal Formez PA “La Strategia nazionale per le aree interne e i nuovi assetti istituzionali” per monitorare le aree da oltre un anno in attuazione, dopo la firma dei relativi Accordi di programma quadro (Apq) anche con l’obiettivo di individuare pratiche collaudate a cui le aree che solo recentemente hanno sottoscritto gli Accordi possono guardare, ma anche per avviare una riflessione in vista della nuova stagione SNAI. “Sono in corso gli incontri con le regioni per la per le nuove aree – ha detto Clelia Fusco responsabile del progetto Formez –  e i temi dell’associazionismo, delle gestioni associate e dell’organizzazione per attuare le strategie d’area sono centrali in questa fase di candidatura e poi di selezione”. 
 
Quello dei Monti reatini è un comprensorio complesso, molto vasto, composto da 31 comuni totalmente montani dislocati su tre vallate (Salto, Turano e velino).  Dei 14 comuni laziali ricompresi nel cratere sismico ben 11 fanno parte dell’area interna. Elemento questo che, dal punto di vista della programmazione, ha rappresentato in alcuni casi, per il sindaco, un ostacolo in considerazione della diversa gestione finanziaria degli interventi della ricostruzione post sisma. Complessità non solo morfologica, ma anche finanziaria dovuta alla presenza, oltre che dei finanziamenti legati al terremoto del 2016, di quelli del Fondo Sviluppo e coesione.
 
La pandemia, come prevedibile, ha rallentato molto le attività con la necessità di rivedere tutto il cronoprogramma. Riferite, dal sindaco capofila, difficoltà per affidare gli incarichi ai tecnici che dovranno mettere in campo i progetti, legate anche al mancato incasso degli anticipi dei finanziamenti. Acconti che il responsabile regionale presente, Luca Colosimo, ha assicurato arriveranno entro gennaio dopo aver recepito tutta la documentazione necessaria.
 
Questi fattori hanno determinato la nomina tardiva del team dei tecnici dell’assistenza tecnica, arrivata poco prima della fine del 2021.  Il gruppo ha però ha già avviato le attività che, si dice sicuro il sindaco, daranno impulso a tutta la strategia.
 
Tre le gestioni associate previste in ottemperanza al pre-requisito associativo: trasporto pubblico locale (tpl) catasto, entrambi in fase di avvio, e centrale unica di committenza (cuc) quest’ultima già funzionante e in attesa di essere coinvolta con la partenza dei progetti.
 
Per quanto riguarda il tpl, la Regione ha già individuato i soggetti che debbono essere coinvolti. Nella definizione del Piano di rete dovranno poi essere interpellati tutti gli altri comuni. Quello della mobilità è un fattore dirimente per l’area su cui, ha detto il sindaco Micaloni, si punta per affrontare non solo i problemi strettamente legati al trasporto degli utenti, ma anche per l’accesso ai servizi sanitari, per l’occupazione, la scuola e per dare il via a un processo di sviluppo turistico.
 
 Un progetto in fase di avvio è quello della scuola di formazione sulla filiera forestale e sviluppo sostenibile per cui è già stata deliberata la costituzione della società consortile che dovrà gestirla e sono state richieste le adesioni a tutti i comuni dell’area.
 
L’organizzazione della governance finalizzata all’attuazione rispecchia la complessità e numerosità degli enti intermedi. In primo luogo l’Assemblea dei sindaci, costantemente informata e coinvolta ora, oltre che su SNAI, anche sui progetti legati al PNRR. Accanto la Conferenza d’area, costituita dai referenti delle Comunità Montane e da quello di 4 comuni al di fuori di esse, una sorta di giunta operativa che affianca il gruppo operativo costituito da sindaco capofila, relativo ufficio tecnico e assistenza tecnica. Un altro livello è quello delle Unità di attuazione in ciascuna Comunità Montana e nel gruppo dei 4 comuni la cui individuazione di ciascun singolo referente è stata demandata alla Conferenza d’area.
 
A livello regionale è stata organizzata all’interno della Direzione programmazione, trasversale a tutte le altre, una squadra dedicata alle aree interne per il coordinamento interdipartimentale, sia per la fase di programmazione che di attuazione.