Mattarella alla XXXVI assemblea Anci: “Piccoli comuni parte irrinunciabile del nostro patrimonio civile”

Per il Presidente della Repubblica l’impoverimento delle aree marginali indebolisce l’intero Paese. Sì a unioni, associazioni e fusioni di comuni per ottenere risparmi di spese

 
 
Reagire ai rischi di spopolamento e impoverimento dei piccoli comuni perché tutta l’Italia ne risulterebbe indebolita.  E ancora, no a un’Italia a due velocità. E’ necessario ridurre gli squilibri non solo tra Nord e Sud, ma anche tra metropoli e piccoli centri, tra zone costiere e di montagna. Lo ha chiesto con forza il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla giornata inaugurale della XXXVI assemblea annuale Anci in corso ad Arezzo dal 19 al 21 novembre.
 
Il Presidente della Repubblica si è soffermato sul ruolo dei piccoli comuni, dei borghi montani e delle aree interne che rappresentano oltre due terzi dei Comuni italiani e sono una parte irrinunciabile del nostro patrimonio civile. La loro ricchezza in termini ambientali, storici, culturali, paesaggistici può tradursi in forza economica e coesione. A patto, però, che non vengano lasciati soli, “sindaci e amministratori locali vanno messi nelle condizioni di poter operare a vantaggio delle comunità che dirigono”, ha sottolineato Mattarella. “Dove sono spente le luci vanno riaccese”.
 
Per garantire diritti e servizi ai cittadini delle zone marginali il Presidente ha richiamato all’utilizzo delle infrastrutture materiali e immateriali, mentre per produrre economie di scala ha incoraggiato i comuni a realizzare unioni, ad associarsi per svolgere funzioni e servizi nonché a creare fusioni per ottenere importanti risparmi di spese.