L'Unione europea offre il proprio supporto al processo di transizione democratica

La Commissione europea e l’Alto Rappresentante dell’Unione europea per la Politica Estera e di Sicurezza, Catherine Ashton, hanno avanzato delle proposte per migliorare il supporto fornito dall’Unione europea ai paesi che hanno intrapreso il grande processo di riforma politica, sociale ed economica, i cosiddetti paesi in transizione: è il contenuto della comunicazione pubblicata agli inizi di ottobre. Ciò avviene in un momento di trasformazioni di rilevanza storica nella regione sud del Vicinato europeo in seguito alle rivolte popolari che hanno avuto luogo un anno e mezzo fa nel mondo arabo e oltre.

L’unione europea intende usufruire del vasto spettro di politiche e strumenti europei e della significativa esperienza che ha maturato con questo genere di transizione per offrire un supporto concreto, adeguato, esauriente e condotto in prima persona dai paesi in via di riforma.

Le proposte contenute nella Comunicazione congiunta mirano ad aiutare i paesi partner e i relativi cittadini a creare un governo che sia affidabile, e a promuovere libertà politica, inclusività economica, posti di lavori dignitosi, giustizia sociale ed equità.

L’approccio comprende sia incentivi che limiti per promuovere le riforme ed enfatizza il ruolo chiave assunto dalla società civile in tali processi e nel dialogo politico, nonché al centro dei nuovi strumenti creati per i paesi del Vicinato, ossia la Civil Society Facility (CSF). La risposta dell’UE deve pertanto essere basata sulle necessità e sull’agenda di riforme definita dal paese partner. La comunicazione cerca di combinare strategie a lungo termine con risultati tangibili nel breve termine.