L’aggregazione tra comuni facilita l’attuazione del Patto dei sindaci

Si è svolto a Roma un workshop sul clima e le politiche energetiche locali in relazione alle strategie nazionali incentrato sul ruolo degli enti territoriali per lo sviluppo sostenibile

I governi locali impegnati su base volontaria nel Patto dei Sindaci per il clima e l'energia, indipendentemente dalle dimensioni, ricoprono un ruolo essenziale nella traduzione sui loro territori della Strategia nazionale sull'energia e del Piano nazionale di adattamento. È stato questo il filo conduttore del workshop che si è tenuto a Roma “Il Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia: attuare i SE(C)AP e massimizzare le sinergie con le strategie nazionali di energia e adattamento” con il contributo di numerosi esperti sugli impegni dei firmatari del Patto sia in termini di mitigazione per la riduzione delle emissioni di CO2, che di adattamento per diminuire la vulnerabilità del territorio e renderlo più resistente ai cambiamenti climatici. L’incontro è stato organizzato dal Patto dei sindaci e Alleanza per il clima Italia con l’obiettivo di fornire indicazioni di carattere tecnico, informazioni sulle fonti di finanziamento nonché presentare casi di successo. Il nuovo Patto dei Sindaci avviato nel 2015 ha non solo aumentato gli obiettivi di mitigazione portando al 40% la riduzione minima di CO2 entro il 2030 (contro il 20% entro il 2020 fissato precedentemente), ma richiede anche l’adozione di specifiche politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. In Italia, complessivamente, i comuni firmatari del Patto dei sindaci sono 3.616. I piani elaborati sono quasi esclusivamente Piani di azione per l’energia sostenibile (PAES) riferibili ai precedenti obiettivi, mentre la pianificazione delle misure di adattamento procede lentamente anche perché i loro effetti hanno una scarsa visibilità nell’immediato. Nel corso del dibattito è stato affrontato il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” Patto che comporta l’elaborazione di un Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima (SECAP) con l’elenco delle azioni da intraprendere.  L’attenzione è stata focalizzata sulle difficolta che i comuni, soprattutto quelli di minor dimensioni, devono affrontare lungo il percorso della sostenibilità ambientale. In particolare il reperimento dei fondi, ma anche la raccolta dei dati disponibili sulle variazioni climatiche a livello locale o per elaborare la diagnosi energetica, nonché la mancanza delle diverse competenze tecniche per la redazione di piani e progetti. L’aggregazione di comuni rappresenta una possibile risposta al superamento di questi ostacoli - soprattutto per l’aspetto adattamento che supera i confini amministrativi – consentendo economie di scala e facilitando l’accesso ai finanziamenti. Così come la partecipazione attiva dei cittadini cui comunicare l’importanza delle azioni intraprese anche in termini di sicurezza individuale.