Gli esperti discutono i progetti idrici da implementare attraverso l'Unione per il Mediterraneo

Sessanta esperti in rappresentanza ufficiale di 22 paesi, insieme alla Commissione europea e alla Lega degli Stati Arabi e i rappresentanti di 23 organizzazioni internazionali, intergovernative e non governative, si sono riuniti a Barcellona il 18 maggio per discutere come procedere nel settore dell’acqua, con particolare riguardo all’individuazione e allo sviluppo di progetti idrici congiunti nel Mediterraneo.

Nel corso del quarto incontro del Water Expert Group (WEG), i tecnici hanno scambiato opinioni sull’individuazione e sull’implementazione dei futuri progetti regionali e subregionali, oltre che sulla ricerca dei mezzi di collaborazione tecnica tra i membri dell’Unione per il Mediterraneo.

Il Vice Segretario Generale per l’Acqua e l’Ambiente, Dott. Rafiq Husseini, che ha presieduto l’incontro, ha fatto una presentazione dove ha spiegato il ruolo del Segretariato dell’Unione per il Mediterraneo, il programma di lavoro "Water Division 2011" e le linee guida per l’elaborazione di un progetto dell’UpM. Inoltre i partecipanti sono stati informati sui progetti regionali finanziati dall’UE nel settore dell’acqua e di Horizon 2020. Durante l’incontro sono stati elaborati anche gli scenari potenziali di collaborazione tecnica tra i membri dei 43 paesi.

A conclusione dell’incontro i partecipanti hanno concordato la redazione di un piano di lavoro per il WEG per la fine del 2011 e per il 2012 in coerenza con la Dichiarazione Ministeriale della Giordania sull’Acqua (dicembre 2008) e con il follow-up sulle altre funzioni definite nella Dichiarazione. Uno dei risultati principali a cui si è giunti è che i membri dei paesi coinvolti, nel corso della presentazione dei rispettivi progetti nazionali nel settore idrico, seguiranno le linee guida di progetto dell’Unione per il Mediterraneo approvate di recente. Questi ultimi hanno altresì deciso di perseguire con l’organizzazione di incontri WEG a livello subregionale per assistere i paesi nello sviluppo di proposte di progetto. Inoltre, sono state concordate la condivisione e lo scambio di buone pratiche per garantire l’armonizzazione e la complementarietà dei propri sforzi.