La Commissione europea pubblica la Quinta Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale

Il 10 novembre scorso la Commissione europea ha pubblicato la Quinta Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale.

Il documento, elaborato dai servizi della Commissione, fornisce un'analisi dettagliata delle disparità regionali nell'Unione europea, illustra il contributo dell'UE e delle amministrazioni nazionali e regionali alla politica di coesione e delinea gli orientamenti per il futuro di tale politica.

La relazione enfatizza i benefici che tutte le regioni europee hanno tratto dalla politica di coesione grazie a investimenti che hanno contribuito a creare nuovi posti di lavoro, sostenuto le piccole imprese, offerto opportunità di formazione a tutti i cittadini in condizioni sociali disagiate o disoccupati, consentito la modernizzazione o realizzazione di infrastrutture e migliorato gli interventi a favore dell'ambiente. Tuttavia, nonostante i passi avanti, persistono a livello delle regioni europee significative divergenze e disparità, che riguardano in particolare la produttività e la vulnerabilità in termini climatici.

La relazione mira inoltre alla revisione della politica di coesione affinchè questa possa far fronte alle nuove sfide che si presenteranno come conseguenza della profonda crisi economica e finanziaria, la quale richiede la creazione di maggiore innovazione e competitività, la transizione a un'economia a basse emissioni di CO2, l'attenzione rivolta ai cambiamenti climatici e all'invecchiamento demografico. Queste ultime rappresentano una questione di cruciale importanza per l'Europa del futuro.

Ciò che risulta fondamentale è avviare investimenti diretti a obiettivi prioritari, vale a dire che la nuova politica di coesione deve essere rivolta ai target della strategia Europa 2020 e deve altresì garantire che i fondi a essa destinati vengano utilizzati in maniera più efficienti al fine di ottenre risultati concreti e misurabili.