Comitato aree interne, Carfagna: “Puntare alla chiusura di tutti gli APQ entro l’anno”

La ministra per il Sud ha ribadito l’attenzione del governo per la SNAI. Accelerare gli interventi, semplificare l’attuazione, riforma degli APQ, allargamento delle aree sulla base della nuova mappatura gli obiettivi dei prossimi mesi

 
 
Accelerazione degli interventi della programmazione in corso, semplificazione delle procedure, continuità delle attuali 72 aree nel post 2020 con l’ingresso di nuovi territori, compresa una macro area formata da 35 comuni delle isole minori. Queste le principali novità al centro del primo Comitato tecnico nazionale aree interne (CTAI) organizzato dalla ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna di fronte a una platea virtuale di circa 100 partecipanti.
 
All’ordine del giorno lo stato dell’arte della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI); l’aggiornamento della mappatura delle aree elaborato dall’ISTAT; la definizione della SNAI nell’ambito dell’Accordo di Partenariato 2021-2027; la semplificazione delle procedure di attuazione alla luce dell’articolo 58 del Decreto Legge 77 del 31 maggio 2021. I vari punti sono stati approfonditi da responsabili e referenti delle strutture a supporto della Strategia coinvolte. Fra questi Paolo Esposito, direttore generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale con Michele D’Ercole e Carla Cosentino; Paola Casavola responsabile del Nucleo di Valutazione e Analisi per la Programmazione presso il Dipartimento per le Politiche di Coesione.  Interventi di Domenico Gambacorta, consigliere della ministra per la Strategia nazionale Aree Interne e di Ferdinando Ferrara capo Dipartimento delle Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
“Per le aree interne non c’è un problema di risorse, ma dobbiamo ragionare su come migliorare la qualità della spesa e su come accelerare la realizzazione degli interventi della Strategia 14-20" ha detto in apertura la Carfagna. I dati di monitoraggio non sono ancora soddisfacenti, ma negli ultimi mesi l’iter SNAI ha avuto uno forte sprint con 62 Accordi di Programma Quadro (APQ) sottoscritti o in via di sottoscrizione, pari a 982 milioni di euro sui 1.179 milioni previsti per l'attuazione della SNAI. “L’obiettivo è arrivare entro l’anno alla definizione di tutti gli APQ”.
 
L’attuazione è legata a una procedura lenta e particolarmente complessa che sarà superata con riforma degli APQ. Una norma inserita nel Decreto Semplificazione e Governance (articolo 58), in questi giorni all’esame definitivo del Senato, renderà più rapidi gli accordi fra i comuni in coordinamento con l’Agenzia per la Coesione investita di un nuovo ruolo guida. Sarà una delibera Cipess a renderla operativa, fino ad allora si proseguirà con gli strumenti di cooperazione interistituzionali in vigore.
 
La nuova mappatura delle aree elaborata dall’ISTAT, ha spiegato la ministra, è la premessa necessaria per valutare eventuali modifiche delle aree che compongono la Strategia per il triennio 2021-2023.  Come ha spiegato Paola Casavola, il metodo per la classificazione delle aree in base alla perifericità dai centri di offerta dei servizi non è cambiato. Sono stati utilizzati software più evoluti e tecniche di rilevazione sofisticate che, insieme alle modifiche amministrative legate alle fusioni di comuni hanno portato alla definizione di nuovi poli, complessivamente diminuiti per la razionalizzazione dei servizi, e di conseguenza dei comuni marginali per la maggior distanza da essi. Complessivamente non si registrano grandi cambiamenti rispetto al 2014, ma il tema ha suscitato grande interesse fra gli amministratori regionali presenti che hanno chiesto di poter conoscere al più presto la situazione nella fase di definizione dei Programmi Operativi Regionali, trovando completa disponibilità. La Casavola ha spiegato che le coalizioni già sostenute andranno avanti indipendentemente dalla nuova mappatura il cui scopo è selezionarne di nuove e avere il polso di quanto succede a livello generale. Si punta alla stabilizzazione delle aree progetto e nel nuovo Accordo di partenariato si ribadisce il principio di associazionismo permanente per rendere in grado le coalizioni di andare avanti in autonomia e dialogare con gli altri livelli di governo.
 
La nuova mappa, in fase di validazione, sarà legata al nuovo Accordo di Partenariato in definizione con la Commissione europea, ma sarà condivisa con la Conferenza Unificata e il Cipess per utilizzarla come riferimento anche per gli interventi nazionali. A partire da essa si deciderà l’eventuale allargamento del numero delle aree da finanziare, tenendo conto delle proposte delle regioni e del governo per quanto riguarda quelle sovra regionali. Il riferimento è all’intenzione di istituire un’area specifica formata da 35 comuni delle isole minori italiane caratterizzate da un servizio di assistenza sanitaria molto debole.
 
“Il lavoro da fare è tanto – ha concluso la ministra per il Sud -  ma il governo ha una grande attenzione per la SNAI. Stiamo già lavorando perché esca dalla fase sperimentale affinché assuma una forma stabile e definitiva all’interno delle politiche nazionali di sviluppo e coesione”.