Avviato il dibattito sul futuro della Politica di Coesione nel quadro della strategia Europa 2020

Tra le conclusioni da adottare per il prossimo Consiglio Affari Generali da tenersi il 14 giugno 2010, i 27 stati membri dichiarano che la futura politica di Coesione dell'Unione dovrebbe incentrarsi sulle regioni meno prosperose e allo stesso tempo continuare a supportare la competitività, l'innovazione, l'impiego e la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione europea.

Sebbene questa visione venga espressa con estrema cautela e senza pregiudizio nei confronti del quadro finanziario futuro, essa rappresenta un'apertura verso una politica di coesione che riguarda numerose regioni UE in linea con la strategia Europa 2020. La bozza di conclusioni sostenuta da tutte le delegazioni, dimostra che il Consiglio intende discutere la situazione delle cosiddette regioni di "transizione", ossia quelle regioni che non rispettano più i criteri per gli aiuti alle regioni meno sviluppate, ma il cui PIL è ancora al di sotto della media UE. Il fine è quello di escogitare una soluzione che consenta "trattamenti simili a regioni in situazioni simili". E' certo però che i principi chiave della futura Politica di Coesione non sono stati ancora concordati. Un'interpretazione comune degli obiettivi strategici e dei principi di applicazione deve ancora essere definita. La bozza di conclusioni sottolinea anche la necessità di focalizzarsi su un numero limitato di priorità, al fine di garantire un impatto tangibile sugli aiuti. Agli Stati e alla Commissione europea viene richiesto di lavorare sul miglioramento dei meccanismi di concentrazione degli aiuti.