“Associazionismo valore indispensabile per il cambiamento”. Intervista a Michele Dedda sul Forum Monte Dauni

Il 15 e 16 novembre gli amministratori dei 29 comuni del comprensorio del foggiano si incontrano per progettare la SNAI dei prossimi anni

 
 
“Sarà un conclave civile con l’obiettivo di mettere giù idee da offrire al territorio per contribuire al suo sviluppo”. A parlare è Michele Dedda coordinatore dell’area interna Monte Dauni, per due mandati primo cittadino del comune capofila di Bovino, e la riunione plenaria a cui si riferisce è quella fra tutti i sindaci del comprensorio pugliese che si terrà il 15 e 16 novembre presso il Convento dei Frati Minori Cappuccini a San Marco la Catola.
 
Da dove nasce l’esigenza di organizzare questo forum?
Se vogliamo andare avanti dobbiamo compattarci come abbiamo fatto fino ad ora. Dopo il primo ciclo della Strategia nazionale aree interne (SNAI) è necessario pensare già alla tornata successiva, prevista nel prossimo periodo di programmazione, per strutturare quanto è stato fatto in quella attuale e per elaborare nuovi progetti.  Ognuno porterà le proprie idee e aspettative che saranno limate e poi discusse con la Regione.
 
Perché avete scelto un luogo di ritiro spirituale?
Perché si pensa meglio, ci si ritrova e, almeno questo è lo scopo, si cementificano le relazioni. Per evitare che i giovani lascino questi luoghi è necessario creare le condizioni affinché restino. I cambiamenti avviati saranno visibili nei prossimi anni. Per questo bisogna continuare a lavorare insieme e uniti per portare avanti altri progetti che completino quelli già realizzati.
 
A proposito di attuazione, come sta procedendo la realizzazione degli interventi?
Siamo soddisfatti, sta dando buoni frutti come per esempio nel settore istruzione dove abbiamo investito il 90% dei fondi della Legge di Bilancio. Ora mancano da realizzare quelli sulla viabilità che però sono già partiti. Ma, come dicevo, solo fra qualche tempo, soprattutto per quanto riguarda la scuola potremo toccare con mano i risultati di quanto fatto.
 
Quello dei Monti Dauni è un territorio molto esteso costituito da 29 piccoli comuni con strade dissestate e un trasporto pubblico interurbano inadeguato. Ricco di un grande patrimonio ambientale, storico e culturale rischia però di rimanere bloccato nel circolo vizioso innescato dalla diminuzione della fascia attiva della popolazione con riduzione del tessuto socioeconomico e conseguente abbandono dei territori. L’aggregazione delle forze e dei saperi è un concetto fondante della strategia d’area il cui motto è “DALLA TERRA ALL’UOMO: l’innovazione e l’associazione, nuova linfa del territorio”.
 
“I comuni già gestiscono in forma associata alcune funzioni e servizi, fra cui quelli sociosanitari – continua Dedda –  e per quanto riguarda l'assolvimento del prerequisito SNAI quelle associate sono Catasto e Programmazione turistica”.
 
Parlando di governance, come siete organizzati?
Mettere insieme tanti soggetti è complicato anche per la conformazione del nostro territorio dove i comuni sono molto distanti tra loro. Attualmente si sono costituite 3 Unioni (Ndr. Monti Dauni, Casali Dauni e Monte Cornacchia), l’unica già operativa fra queste è quella “Monti Dauni”. L’area interna si pone come collante fra questi tre enti, il luogo in cui si prendono decisioni comuni che poi ciascuna Unione attuerà nella zona di propria competenza.
 
Qual’è, per lei, il significato dell’associazionismo?
E’ un valore indispensabile, soprattutto per piccole realtà come le nostre che senza forme di aggregazione non hanno nessuna possibilità di andare avanti. L’associazionismo riferito non solo alla erogazione di servizi, ma inteso anche come visione condivisa di questi luoghi per i quali, altrimenti, non vedo un futuro.
 
Cosa si aspetta dal forum del 15 e 16 novembre?
Che venga fuori ancora più forte la coesione che c’è già tra i 29 comuni dell’area. Spero che vengano fuori idee forti da elaborare e realizzare insieme affinché si possa fare quel salto di qualità in grado di cambiare veramente le cose.