Il 2019 anno sì per il futuro delle aree interne

I territori marginali sono entrati nel dibattito pubblico e tra le priorità del governo che ha messo in campo diversi provvedimenti per il loro rilancio

 
 
Il 2019 sarà ricordato come quello in cui le aree interne del Paese hanno trovato nuovo spazio e visibilità nel dibattito pubblico. “Presteremo una particolare attenzione al Sud e alle aree più disagiate. Anche nel progetto di autonomia attualmente studiato dal ministro Boccia – ha affermato ancora una volta il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza di fine anno -  partiamo da un fondo di perequazione per riequilibrare sul piano infrastrutturale il divario che c’è tra il Sud e alcune aree più svantaggiate anche del Centro-Nord, in particolare le aree interne e le aree montane, e il resto della Penisola”. Un’attenzione da parte del governo che si è concretizzata anche attraverso una serie di provvedimenti inseriti nella legge di Bilancio 2020.
 
Primo fra tutti lo stanziamento di 200 milioni di euro per la Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) che determinerà un consistente aumento dei territori coinvolti nel progetto nazionale, partito nel 2014, che considera le zone periferiche come strategiche per l’intero Paese.  Attualmente quelle impegnate nella SNAI sono 72, corrispondenti al 17% del territorio nazionale e a circa 2 milioni di cittadini.
 
Per frenare lo spopolamento garantendo la sopravvivenza delle piccole attività imprenditoriali, è stato, inoltre creato un fondo di 90 milioni da spalmare su tre anni a sostegno delle attività commerciali e artigianali attive nei comuni interni.
 
Superare l’isolamento dei territori periferici grazie alla infrastrutturazione digitale è l’obiettivo di un altro provvedimento previsto dalla legge di Bilancio che istituisce un fondo di 1,5 milioni di euro per la realizzazione di tralicci pubblici per la telefonia mobile nelle zone a fallimento di mercato, in particolare quelle montane.
 
E infine, con il decreto clima di ottobre, anticipo del “green new deal” per la sostenibilità ambientale inserito nella Legge di Stabilità, sono stati stanziati 3 milioni di euro per il rimboschimento e la tutela ambientale e idrogeologica delle aree interne. La riserva, 1 milione per il 2020 e 2 milioni per il 2021, è destinata a incentivare interventi di messa in sicurezza, manutenzione del suolo e rimboschimento attuati dalle imprese agricole e forestali.